Una politica di qualità per rilanciare il commercio nel centro storico di Agrigento

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COMUNICATO STAMPA DEL  22 OTTOBRE 2012

Vittorio Messina – Presidente della Camera di Commercio di Agrigento

Si sono perse in passato le occasioni giuste per salvaguardare i negozi tipici della parte antica della città di Agrigento. Quando è stato il momento giusto la politica è stata ferma. Oggi dobbiamo quindi pensare che un cambiamento della città è inevitabile e occorre ricreare le condizioni di base perché gli imprenditori agrigentini rimangano e i nuovi puntino sulla qualità. Insieme al rilancio della residenza e dell’accessibilità centrale deve essere centrale una politica di “qualità” del centro: dal decoro urbano alla pulizia delle nostra strade, dai muri, alle piazze, alle scalinate. E poi se si vogliono sostenere le imprese si deve incidere sui costi. Su questo tra tariffe rifiuti e suolo pubblico, tra imposte sulla pubblicità e canoni vari il Comune deve fare molto per aiutare le imprese, non anche ma soprattutto in momenti di crisi economica.

Se riuscissimo a percepire e metabolizzare una volta per tutte il reale cambiamento di Agrigento riusciremmo anche a trovare i rimedi. Agrigento è una vera città turistica. Prendiamo atto di questo e cerchiamo di capire che è indispensabile tamponare l’emorragia che da anni porta gli abitanti, gli e le attività commerciali fuori città, non tentando di invertirne il processo, ma guardando al futuro, cercando di sfruttare al meglio il centro storico, trasformandolo in una risorsa per creare un costante flusso di visitatori (italiani e stranieri) all’interno della città.

Per raggiungere questo obiettivo, possibilmente prima che  della morte clinica della città per dissanguamento, occorre agire in fretta, in condizione psicologica di emergenza e questo si può fare perché, secondo noi, non occorrono opere monumentali, ma soprattutto due cose: la predisposizione della città ad una migliore accoglienza e l’instaurazione di un nuovo rapporto con i residenti. L’abbinamento di questi due concetti, darebbe un nuovo impulso anche al commercio cittadino, cancellando a poco a poco anche quella specie di disamore verso la città che sembra avere preso il sopravvento.

Che vuol dire predisposizione della città ad una migliore accoglienza? Ovviamente non ci riferiamo ai centri di accoglienza turistica, ma alla cura dell’immagine della città: 

attraverso una maggior pulizia,  nell’attesa che vengano realizzate le auspicate ristrutturazioni e no anche al degrado di alcuni vicoli storici; 

attraverso un maggior controllo dell’applicazione delle regole che già ci sono;

attraverso il graduale abbattimento delle barriere architettoniche a cominciare da subito, per dimostrare il proprio grado di civiltà con il rispetto alle fasce più deboli della popolazione, anche con interventi minimi;

attraverso la valorizzazione delle risorse tipiche della città, quali le Mura,  le piazze caratteristiche,  il centro storico e la massima divulgazione della tipicità più preziosa di Agrigento.

Ma è essenziale pensare di valorizzare l’identità della città sia pensando ad una produzione culturale di “alto livello”, ma anche ad una proposta culturale divulgativa, capace di essere colta anche dal cittadino medio;  attraverso il riutilizzo e la conversione degli spazi vuoti; attraverso la consapevolezza che occorre fare sistema tra gli operatori commerciali per offrire una accoglienza e servizi qualificati nel nostro centro commerciale naturale.

Così facendo i  negozi del centro possono realizzare un enorme circuito per una fidelity card del centro storico; possono realizzare servizi di assistenza al cliente, di post-vendita, per un commercio di tradizione ma che guarda al consumatore con modernità. Instaurare infine di un nuovo rapporto con i residenti, che riteniamo fondamentale ed imprescindibile  per il raggiungimento di ogni obiettivo, cercando la collaborazione fattiva di tutti gli abitanti della città, senza il  cui contributo pensiamo non si vada lontano e sia possibile realizzare ben  poco.