Tavolo per lo sviluppo. Messina (CCIAA) raccoglie l’appello della CGIL

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Agrigento 3 settembre 2015

messina2“L’appello lanciato nei giorni scorsi dal segretario generale della CGIL agrigentina Massimo Raso, affinché si eviti di ripetere la triste esperienza precedente quando la Regione non spese il 40 per cento delle risorse del programma Europeo di Sviluppo regionale 2007/2013 che riguardava anche il territorio agrigentino, non può certo cadere nel vuoto e merita grande attenzione da parte di tutti i soggetti che hanno a cuore lo sviluppo della provincia”. Così dichiara il presidente della Camera di Commercio di Agrigento Vittorio Messina a margine della nota del rappresentante della CGIL.
“In questo senso – precisa Messina – come ricorda Raso il Programma Europeo di Sviluppo Regionale 2014/2020 che prevede investimenti per i 12 assi di intervento per complessivi 3 Miliardi 418 milioni che sommati alla quota di cofinanziamento arriva a 4.557.908.024 Euro è un’opportunità che non può essere sprecata e che deve registrare un atteggiamento di stimolo e di vigilanza da parte di tutti. Non si può pertanto non condividere il richiamo della CGIL di Agrigento all’insieme delle forze sociali ed economiche, affinché, uscendo dal  torpore, si possa riprendere il filo del ragionamento su “che fare” in questa nostra terra”.
“Nella sua nota Massimo Raso – continua Vittorio Messina – fa riferimento alla costituzione del Tavolo Europa, tenuto a battesimo dal Prefetto Nicola Diomede alla Camera di Commercio per esplicita richiesta delle associazioni datoriali agrigentine così come all’iniziativa a cui hanno dato vita gli ordini professionali creando un Tavolo di concertazione a disposizione di Comuni ed enti pubblici in generale. Ma  per essere intellettualmente onesti fino in fondo, e nei confronti di un territorio a forte ritardo di sviluppo come il nostro non si può non esserlo, dopo l’euforia iniziale le personalità di elevato livello professionale partecipanti al tavolo, in quanto espressione delle associazioni, non hanno ricevuto dalle stesse quella spinta necessaria a tradurre le buone intenzioni in azioni concrete”. 

“Lo dico – conclude il presidente Messina – senza alcuna tentazione di fare polemica, essendo anche io al vertice di un’associazione datoriale oltre che rappresentante di tutte le imprese della provincia, ma solo per evitare che si ripetano errori che non sono certo ascrivibili solo alla sfera istituzionale. Anche io, come Raso, ritengo che sia urgente riaprire un dibattito su queste questioni per fare ripartire, uso le sue parole, un confronto di merito su cosa dev’essere questa nostra provincia e quale ruolo in essa devono “giocare” gli attori dell’economia e del sociale. Aggiungo, infine, che l’esperienza c’insegna che la ripresa è anche un atteggiamento culturale prima che una congiuntura economica. Non tenerne conto ci porterebbe a sbagliare ancora e a mortificare gli sforzi che le nostre imprese hanno fatto in questi difficili anni e che continuano a fare credendo ancora che sia possibile uscire dal sottosviluppo e guardare con fiducia ad un futuro migliore dove il rispetto della legalità e garanzia di opportunità per i più intraprendenti”